05 mar 2010 / Milano, 5 marzo 2010 – Ancora una volta Pedemontana traccia una via nuova. Invece degli espropri invita i proprietari degli oltre 100 edifici che dovrà demolire a trovare un accordo che permetta di gestire l’acquisizione necessaria come una vendita volontaria, evitando l’esproprio e garantendo una cifra certa a pieno valore di mercato e anticipata all’80%, così da consentire ai cittadini di acquistare una nuova casa o costruire una nuova fabbrica.
Di norma prima dei lavori cominciano gli espropri e le polemiche. Per Autostrada Pedemontana, invece, l’appuntamento è dal notaio, già dalla settimana prossima, con i primi rogiti di case (11) fabbriche (1 importante) e immobili commerciali (1 grosso). E altri 10 sono in via di definizione. Dove necessario e possibile, inoltre, Pedemontana la casa la ricostruisce e la offre in cambio di quella che dovrà abbattere.
Sono oltre 20 i casi risolti a poco più di dieci giorni, dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della delibera con cui il CIPE ha approvato il progetto definitivo, e questo perché il negoziato con gli interessati è cominciato un anno fa, appena compreso dallo sviluppo del progetto quali immobili ne sarebbero stati toccati. E’ stato ed è un percorso ostico, non è facile presentarsi dicendo che ti si abbatte la casa.
Il risultato del lavoro di questi ultimi mesi sono 13 casi chiusi e 10 in chiusura. Per tutte le altre situazioni, le trattative sono in corso o in avvio e si confida di chiuderle entro l’estate, in modo che ognuno abbia almeno un anno di tempo per trovare, risorse alla mano, una nuova e soddisfacente collocazione.
Di circa 100, una decina saranno probabilmente le abitazioni che Pedemontana ricostruirà. Anche in questo caso una formula praticata in rarissimi casi e che richiede la collaborazione dei Comuni. E anche in questo caso Pedemontana fa scuola. Perché le Amministrazioni (Lozza, Gazzada, Lentate, Gorla, Seregno, Macherio, Biassono, Desio) riconoscono il problema, affiancano i cittadini ed aiutano a trovare nuove aree dove ricollocare le abitazioni che dovranno essere demolite e che Pedemontana o gli stessi interessati ricostruiranno con tecnologie innovative ed a basso impatto energetico.
“Si tratta di uno sforzo economico enorme - dichiara l’Amministratore delegato di Pedemontana, Salvatore Lombardo: decine di milioni di euro che investiremo prima ancora che i lavori abbiano inizio sulle tratte brianzole, ma è uno sforzo giusto ed opportuno. Accordandosi per la cessione degli immobili da demolire Pedemontana riduce il sacrificio richiesto agli interessati, garantisce la continuità produttive delle fabbriche e la tranquillità delle famiglie. Contemporaneamente assicura la tempestività e continuità dei lavori, nell’interesse della collettività che attende l’opera. Il nostro intento è offrire a tutti gli interessati una proposta o un’alternativa soddisfacente e non lasciare alcuna criticità irrisolta. Confidiamo che la nostra trasparenza e disponibilità, che ha come unico limite il limite imposto dalla legge, sia colta come un’opportunità da coloro – e sono tanti – cui sicuramente chiediamo un grande sacrificio.”
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