Non sarà solo un’autostrada, ma un sistema viabilistico, composto da 87 km di autostrada (67 km) e tangenziali (20 km) e 70 km di viabilità locale. Le opere connesse interesseranno il territorio in senso verticale, esattamente come l’autostrada lo attraverserà orizzontalmente, migliorando i collegamenti alla nuova infrastruttura e contribuendo a risolvere la storica congestione di molte direttrici provinciali che oggi attraversano i centri abitati con grande danno per ambiente e sicurezza.

Dei 67 km di autostrada, poco meno di 20, da Meda a Vimercate, saranno a tre corsie per senso di marcia, mentre i restanti tratti (da Busto Arsizio fino a Meda, e da Vimercate alla A4, oltre alle tangenziali di Como e Varese), così come le tangenziali, saranno a due corsie per senso di marcia. La viabilità connessa sarà invece a un corsia per senso di marcia.

Il numero di corsie è determinato dal traffico atteso, in media oltre 60.000 veicoli al giorno sulla tratta autostradale, con punte di oltre 80.000 all’interno di quel denso e attivissimo “alveare” che è la Brianza centrale.


Numero di corsie

Ma Pedemontana Lombarda si differenzia dalle autostrade esistenti soprattutto per come attraverserà il territorio. Per minimizzarne l’impatto ambientale e per la difficoltà di attraversare una delle aree più edificate d’Europa, correrà infatti per quasi i tre quarti degli 87 chilometri di autostrada e tangenziali sotto il livello della campagna, pressoché invisibile, in trincea e galleria naturale o artificiale.

In particolare, Pedemontana corre “scavata” in galleria naturale per circa 12 km (il 14% del tracciato). Il passaggio in galleria naturale, per esempio, è obbligato per gran parte delle tangenziali che corrono nelle fasce moreniche (primo e secondo lotto per Varese, il secondo per Como) e per la discesa e la risalita dai ponti sull’Olona e sull’Adda. La sezione della galleria naturale sarà quella classica a botte.

Per la difficoltà di attraversare una delle aree più edificate d'Europa, Pedemontana Lombarda correrà per i tre quarti dei suoi 87 chilometri sotto il livello della campagna, pressoché invisibile

Altri 13 km (15% del tracciato) verranno realizzati in galleria artificiale, che avrà invece sezione quadrata. In queste tratte si scaverà prima a cielo aperto e quindi si chiuderà la “scatola” con una soletta in cemento armato, sopra la quale verrà ricollocato terreno vegetale. Si tratta di una soluzione molto costosa e, come per ogni galleria, potenzialmente pericolosa per il traffico, destinata ai soli casi in cui l’impatto sul territorio circostante, per ragioni ambientali o per la vicinanza di centri abitati, non possa essere mitigato altrimenti.

Altri 36 km (41%) Pedemontana li farà in trincea, che è la conformazione che meglio coniuga la minimizzazione dell’impatto ambientale con la sicurezza della circolazione. In queste tratte, l’autostrada correrà tra 6 e 9 metri sotto il livello del suolo, ma a cielo aperto e con pareti laterali che possono essere diagonali o verticali in cemento armato. In entrambi i casi, l’impatto visivo e acustico sono pressoché nulli.

Infine i ponti e i viadotti, che complessivamente si estenderanno per circa 6 km. Pedemontana Lombarda attraverserà 5 importanti fiumi lombardi: l’Olona, il Seveso, il Lambro, l’Adda ed il Brembo. Di questi, i due attraversamenti principali (Olona e Adda) avverranno a mezza costa (raggiunti con gallerie) per ridurne la lunghezza e diminuirne l’impatto. Nonostante ciò, il ponte sull’Adda sarà comunque lungo poco meno di un chilometro e, anche se sarà visibile solo dalla strada ciclopedonale che corre sulla sponda del fiume, è destinato a divenire parte del paesaggio. Per questa ragione, come nel caso del ponte sul Lambro, la proposta progettuale per i ponti è stata particolarmente curata.